Bernardo Bertolucci: ritratto di un gigante del cinema. (di Pasquale Restaino)
La notizia è di qualche settimana fa e il sottoscritto coglie l’occasione per fare un deliberato, quanto meritato omaggio a uno dei grandi maestri della settima arte: Bernardo Bertolucci!
Il festival di Cannes, che inizierà domani, ha deciso con colpevole ritardo, (per loro stessa ammissione) di assegnare la Palma d’Oro Onoraria al regista di indimenticabili capolavori come Il conformista, Ultimo Tango a Parigi, Novecento etc. Da quest’anno il premio è stato istituito ufficialmente proprio per omaggiare Bertolucci. Come dicevo, il premio alla carriera è solo uno spunto per parlare di un regista fondamentale per chi ama il cinema e a cui da questo piccolo spazio vogliamo rendere omaggio.
I suoi inizi risalgono al 1961, quando fa l’assistente alla regia di Pier Paolo Pasolini per il film Accattone senza aver mai frequentato un set cinematografico. Ma il cinema è tutto per Bernardo e lo ha folgorato appena due anni prima. Nel 1959 infatti, ottiene la maturità e convince il padre (il poeta Attilio Bertolucci) a regalargli un viaggio premio a Parigi. Detto fatto: parte con la sua Fiat 500 alla volta della capitale francese dove trascorrerà un mese intero a contatto con la Cinémathèque française, conosce giovani registi, vede film come I 400 colpi (F. Truffaut) e Fino all’ultimo respiro (J. L. Godard) ma soprattutto vedrà nascere un nuovo linguaggio e modo di fare cinema: la Nouvelle Vague di François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette. Trascorso il mese torna a Roma con l’irrefrenabile voglia di fare cinema.
Il suo primo lungometraggio è La commare secca, dove inverte i ruoli con Pasolini che firma il soggetto. Da quel lontano 1962 inizierà un percorso cinematografico di straordinario successo e di capitale importanza.
Bernardo Bertolucci è un regista estremo e senza mezze misure. Tutto è sacrificato in funzione del racconto cinematografico. Un esempio su tutti le vicende legate al film scandalo, Ultimo tango a Parigi con protagonisti un immenso Marlon Brando e Maria Schneider. Non tutti sanno che questo film ha corso il serio rischio di scomparire ed essere cancellato da una sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato il regista e la pellicola per offesa al comune senso del pudore.
La sentenza ordina la distruzione delle copie, infligge due mesi di carcere all’autore e lo priva dei diritti civili per cinque anni. Una condanna durissima e figlia del clima politico e culturale degli anni ’70. Sarà solo la decisione dell’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone, che ordina la conservazione presso la Cineteca nazionale di alcune copie, a salvare il film. Il film è stato oggi riabilitato e consacrato alla storia del cinema!
Dopo gli scandali e le difficoltà di Ultimo tango a Parigi, Bertolucci gira altri due assoluti capolavori: Novecento e L’ultimo imperatore. Il primo è un affresco storico che tenta, la titanica impresa, di raccontare quant’anni di storia italiana vista con gli occhi di due uomini, Alfredo (interpretato da De Niro), figlio di ricchi proprietari terrieri, e l’altro, Olmo (G. Depardieu), umile contadino, partigiano e infine liberatore comunista dei contadini. Un cast stellare (B. Lancaster, A. Valli, D. Sutherland, L. Betti, S. Hayden e tanti altri), fotografia di Vittorio Storaro e musiche del maestro Ennio Morricone.
Ci fermiamo qui e consigliamo a chi non l’ha fatto di vederlo.
Il secondo capolavoro è L’ultimo imperatore, storia vera di Pu Yi, ultimo imperatore cinese, salito al trono all’età di tre anni e morto cittadino qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese.
La parabola del giovane imperatore è raccontata con una potenza visiva straordinaria, conta su un impeccabile ricostruzione storica e la narrazione umana della vicenda colpisce il cuore. Per questa maestosa opera Bertolucci ottiene il permesso di girare nella città proibita e sarà la prima volta di una troupe occidentale. Il seguito è la storia di un trionfo inaspettato: nel 1988 vincerà 9 premi oscar (mai così tanti per un film indipendente) tra cui miglior film e miglior regia. Anche la Disneyland del cinema (Hollywood) consacra il talento di Bernardo Bertolucci.
Per “pesare” l’influenza e la considerazione che il cinema ha di Bertolucci basterebbe ricordare ciò che di lui hanno detto Marlon Brando “…Bernardo, insieme a Elia Kazan e Gillo Pontecorvo, è stato il regista migliore con cui ho lavorato..” e Martin Scorsese “..è un regista che mi rigenera, al livello del quale non saprò mai arrivare…”. Due firme indelebili che attestano la grandezza di questo regista.
Non voglio però dilungarmi nel racconto di tutti i film e le storie legate alle opere del regista parmense. Ci vorrebbero pagine e pagine per un racconto esaustivo.
Passiamo, con un salto temporale di molti anni, ai giorni nostri, perché Bertolucci non è un regista di cui parlare al passato. Il suo percorso non è ancora terminato e dopo anni difficili, dovuti ad un’operazione complessa alla schiena che lo ha costretto alla sedia a rotelle, ha annunciato il suo prossimo film. Sarà tratto dal racconto breve Io e Te di Niccolò Ammaniti e sarà girato in 3D.
A proposito della scelta, Bertolucci ha detto che il suo amore per il 3D è basato sul fatto che, proprio come nella vita, in cui ci serviamo di due occhi per vedere, sul set questa cosa è imitata da due camera che filmano tutto. Il casting è iniziato in questi giorni a Roma.
Insomma, per Bernardo è un momento magico. Premio a Cannes, retrospettiva completa al Moma di New York, nuovo film in lavorazione e la voglia sempre intatta di fare cinema. Grande cinema!
Auguri Bernardo!
Pasquale Restaino









18:38
Gentile Pasquale, ho letto il suo intervento su giornalettismo a proposito di Zamarion e il suo post su Bertolucci….non ci perdere tempo. Io sono stato bannato perchè come te non riuscivo a capire e continuavo a scrivere, poi ho capito. Scrive ogni giorno stronzate sempre più grosse e la polemica si fa più alta con interventi e il sito sembra frequentatissimo. Non ci perdere tempo, esistono tanti altri siti in rete. Ti saluto
20:54
Capito quasi per caso solo adesso su questa pagina web.
Per quel che vale, chiarisco che io non posso “bannare” nessun intervento sul sito in cui scrivo. Non è in mio potere. Sono solo un collaboratore esterno della testata. A volte ci sono dei problemi tecnici coi commenti, che comunque non vengono bannati: appaiono in ritardo. E’ un problema tecnico, non c’è nessun filtro. Se ben ricordo, il mio diciamo pure assai salace intervento – è la rubrica che è impostata così – non verteva su questioni artistiche, ma su un certo conformismo politicamente corretto tristemente comune a molti artisti…
Se non lo si vuole vedere, non so che farci. Quanto all’arte, chissà, magari un giorno potrei fare il cattivo anche su quella…
21:11
Invece di fare il cattivo, prova a fare la persona educata. E la storia per me finisce qua
11:27
Ciao Nicola,
Io non sono stato bannato fortunatamente, ma davvero non capisco come si possa essere così superficiali e banali nel parlare di un’artista così importante. Volevo farlo presente, tutto qua. La tecnica del gridare e fare ammuina funziona sempre nei blog, purtroppo.
Esistono altri siti…hai ragione. Questo ne è un esempio!
Cordiali saluti