Dardano Sacchetti pensiero: “Tarantino? Banale e geniale. Gli sceneggiatori prigionieri della Tv”
Continua l’appuntamento con la rubrica di posta diretta, L’arca di Babele, curata da Dardano Sacchetti. Nuove domande dei lettori e nuove risposte del grande sceneggiatore italiano. Buona lettura (Staff Selacapo.net)
Ciao Dardano. Hai parlato di corto circuito del cinema italiano, del fatto che gli sceneggiatori siano solo delle marionette in mano al regista. Secondo te, nella situazione attuale, è possibile che uno sceneggiatore mantenga le sue idee e possa avere con il regista un rapporto di parità, in modo tale che ci sia un rispetto reciproco per i ruoli che si ricoprono. Oppure lo sceneggiatore per riuscire ad avere lavoro, dovrà contianuare ad essere una marionetta? Grazie, Jacopo
Credo sia una battaglia persa. Proprio ieri un amico produttore mi diceva che Medusa, di fatto il gruppo cinematografico più importante e grande che c’è in Italia, sta attraversando un momento di difficoltà, potrebbe licenziare, bloccare i progetti attuali e futuri, ridimensionarsi o addirittura chiudere – non so se ciò avverrà ma è il segnale del grave malessere di tutto il cinema il che vuol dire che nessuno produrrà più sulla bontà di una idea (cioè il lavoro di uno sceneggiatore) ma solo sulla quadratura industriale di un progetto e questo si fa solo quando un network tv dà la copertura e i network (che hanno i loro problemi) non voglio cinema ma fiction…quindi lo sceneggiatore alla fine sarà costretto a scrivere ciò che vuole il network, che impone tipo di storia, cast, regia etc…siamo alla fine, si può solo sperare che dalle ceneri, come l’araba fenice, possa rinascere qualcosa.
Maestro Sacchetti, tempo fa grazie a Selacapo.net, insieme a Jacopo Zonca e Pasquale Restaino, ho avuto l’onore di intervistarla. E’ stata un bella esperienza visto che sono un suo grande fan. Io sono un aspirante regista, ho già fatto 2 cortometraggi e a breve mi appresto a finire il terzo, un omaggio al noir di Fernando Di Leo. Volevo farle una richiesta, una richiesta molto particolare. Sarebbe disposto a scrivere un cortometraggio Horror appositamente per me? Magari non tanto splatter (visto il budget scarso) ma che faccia paura psicologicamente. In attesa di una sua risposta (spero non mi manda a quel paese) le porgo i miei saluti maestro. Santo Castorina
No problem…passa dalla timida aspirazione ad una proposta concreta, aspetto.
Salve sono Jacopo Sanatarello un aspirante regista. Ho frequentato già un corso e conseguito un diploma in materia e sto per prendere il secondo. Ho un bel po’ di idee che vorrei sviluppare ma con sceneggiatori un po’ più grandi di me. A mio parere, e parere di altri registi, sono buone idee, solo che con gli sceneggiatori che ho incontrato fino ad ora non sono riuscito a svilupparle. Non è che per caso saprebbe indicarmi una persona che potrebbe aiutarmi?
Difficile, difficilissimo. Tu stai commettendo, lo dico con grande rispetto e senso di amicizia, l’errore che stanno facendo da qualche anno a questa parte molti registi ovvero cercare uno che scriva quello che tu vuoi. Qui le cose sono due: ci sono registi in grado di scriversi la sceneggiatura del proprio film e di solito sono anche bravi, perché sono anche scrittori. Ci sono registi che dovrebbero invece limitarsi a dirigere, il che vuol dire leggere libri, racconti, soggetti, sceneggiature, articoli di giornale, conti della spesa etc. scegliere ciò che accende la lampadina, e lasciare completa libertà ad uno sceneggiatore. Personalmente non ho mai scritto per un regista, ho sempre scritto quello che volevo io. Sono lavori diversi che non vanno confusi, soprattutto se si vuole una buona sceneggiatura altrimenti finisci per trovare uno yesman mediocre che non ti darà mai il meglio ma li limiterà a farti contento. Quindi, o te le scrivi da solo le cose tue o hai fiducia nella creatività di un altro. Del resto se sei Von Karajan non è che ti senti menomato se va a dirigere Beethoven o Wagner?
Salve Dardano. Il suo ultimo lavoro è stato quello di scrivere il soggetto e la sceneggiatura di “Tulpa”, nuovo film di Federico Zampaglione. Le va di raccontare come è stato lavorare a questo film? Secondo lei Zampaglione può diventare il nuovo autore di un certo cinema di genere italiano? Pasquale
Il film è stato appena finito, per una questione scaramantica non se ne parla ancora perché deve partire al momento giusto una campagna di promozione. Una cosa però posso dirtela: mi sono divertito molto.
Salve Dardano, in un’intervista sul blog dove tiene la rubrica L’arca di Babele ha parlato in termini negativi di Quentin Tarantino. Potrebbe spiegare in maniera più approfondita perché pensa sia “un po’ un coglioncione” come lo ha definito? Grazie, Simone
Ha la genialità di Celentano, uomo abituato a stare sul filo del rasoio, pronto a cadere nel baratro della banalità vedi ultimo Sanremo. Quello di Tarantino è un cinema di riciclaggio che si srotola sul paradosso…in un’epoca in cui il cinema mondiale mostra una trama lisa oltre la quale si vede arrivare la barbarie della nuova tecnologia che spazzerà via del tutto quest’arte che ha ballato solo un secolo, Tarantino ha segnato senza saperlo l’inizio della fine…non ha aiutato il cinema ma ha contribuito a scavargli la fossa…quando si va sul ridicolo, sulla pochade, sulla presa per il culo diventa difficile tornare indietro e si abitua lo spettatore ad accontentarsi e non a pretendere di più…in più è un furbetto da quartierino.









20:17
Ma parlate di tarantino? dai cortesemente… sbrigatevi che dovete andare a scrivere Natale a Timbuctù!
19:42
Giustissimo! come Tarantino attualmente non c’è nessuno
22:23
questa è una mia risposta a Dardano Sacchetti ( di cui porto nel cuore le sceneggiature di Film Roma a mano amarmata e altri suoi polizieschi degli anni 70) sulla sua critica a Tarantino, dove non ci vuole molto a comprendere che in essa ci sia forse anche del risentimento (Tarantino fa successo nel mondo con molte idee di sceneggiatori e registi anni 60/70) che guida una critica non molto giusta e parzialmente ogettiva verso Tarantino ( mettendo in chiaro che gli ultimi suoi film non mi sono piaciuti, l’ ultimo di mio gradimento è stato pulp fiction, per il resto mi piacciono alcune varianti dei suoi films seguenti, ma non il complesso, e non sono suo grande fan)
Facendo, un paio di annotazioni:
1) ha saputo far rinascere l’ interesse per lo spaghetti-western italiano [fino a prima della sua partecipazione alla 64esima edizione del cinema di Venezia sugli spaghetti-western (un americano che insegna agli italiani cosa hanno fatto di bello), i DVD erano facili da trovare in negozio, adesso vanno a ruba!] , genere scartato da tutti i “maggiori” esperti italiani, e generi come il poliziesco italiano e altre categorie di film, dimenticati ingiustamente, che io a mio modesto parere trovo anche più interessanti di tanti films americani premiati con gli oscar. Aprendo gli occhi al pubblico, su quanto siano pessimmi i lavori degli sceneggiatori e dei registi a livello internazionale ora, mettendo luce e rendendo pubblico e di interesse il problema, dell’ incapacità produttiva dell’ industria cinematografica italiana, e non solo! )accortezza dataci anche riguardo alle principali nazioni produttrici di cinema, o che in tempi passati si sono conquistati la prima e seconda fascia ( europa, america, giappone, Hong kong-Cina).
2) Sulla sua furbizia, cii sarebbe da porsi la domanda, è l’ unico ad aver copiato o preso ispirazione da più films? se non ricordo male, per un pugno di dollari (del più grande maestro del cinema italiano, dimostrato dal fatto di quanto ancora vivano di gloria i suoi films principali) copiò dalla sfida del samurai di akira kurosawa la scebeggiatura, e altri elementi scenici da budd boetticher) anche lui era furbetto? o come Tarantino ha saputo estrapolare gli elemti migliori di diversi films creando quel capolavoro di per un pugno di dollari, con un budget veramente, ma veramente ridicolo per l’ epoca? anche Leone era riciclaggio e politica del paradosso? non mi sembra proprio… quindi critiche a Tarantino non reggono, i registi si sono sempre scambiate idee tra di loro, e anche i sceneggiatori hanno talvolta saputo riprendere opere e ritrattarle, basta notare quanti libri hanno subito una trasposizione cinematografica, anche quello è furbizia?
Tarantino ha a mio modesto parere ha contribuito a dire ” cinema smettila di specchiarti in te stesso, ma torna ad interessarti al pubblico, e alla vera concezione di arte cinematografica!, che è espressione dell’ uomo, come lo può essere un Guernica di Picasso, una Venere di Botticelli, o una Napoli milionaria di Eduardo De Filippo in altre arti e lo è la trilogia del Dollaro di Leone nel cinema italiano.
Riguardo la tecnologia non la trovo una rovina nel cinema, perchè come ha dimostrato lo stesso Tarantino nel film delle Iene, si può anche fare senza, ma come dimostrò Walt Disney con Biancaneve e i sette nani, e di recente con la new line Cinema con il signore degli anelli, mezzo per la produzione di altre grandi opere! ovviamente come ogni idea dipende dall’ uso che se ne fa, dalla fiducia che ad essa si dà, dalla bravura dei suoi sostenitori, e cosa che non guasta, un pizzico di fortuna e coraggio! questo è ciò che manca al cinema italiano, è questa assenza ad averlo ormai ferito a morte. Una volta i registi all’ uscita dei loro films andavano in incognito a vedere la reazione della gente per capire cosa andava bene o no, adesso sia registi, sia case produttrici che sceneggiatori si sono allontanati!ed è stato un errore!
ultima cosa, poi sarei onorato di ricevere una risposta da uno dei maestri tra gli sceneggiatori italiani come Sacchetti, ed è un suggerimento, in america negli anni 40, tutti i musicisti per evitare la così ormai diffusa anche in quell’ ambito, commercializzazione, si misero in sciopero, smisero di suonare, costringendo al fallimento di molte case discografiche e costringendo le case produttrici a lasciargli libero spazio ( fu grazie a questo gesto che abbiamo avuto musica sempre diversa e originale americana, fino agli anni 80) perchè non reagite così??smettere tutti di scrivere??? se nessuno scrive loro non sanno che produrre, e senza produrre nulla si chiude! e non possono permetterselo! ormai la gente è stanca delle solite pochade italiane, e dei cinepanettoni, tutti vedono ormai i vecchi films italiani con nostalgia di un qualcosa di bello che è morto… sarei felice di ricevere una risposta..
distinti Saluti:D