Terremoto a Nord, Terremoto a Sud. (di Giorgio Aquilino)
500 scosse di silenzio e poi….
Milano Re di denari è la matta che aiuta a vincere. Ai giornalisti piace giocare con l’informazione, e quando han voglia di barare tirano fuori il mazzo, un mazzo che spaccheremmo volentieri, per mischiare, ma non lo permettono, e giocano Milano. Quanta rabbia da impotenza nella notizia di un terremoto e quanta rabbia da impotenza quando la terra è vessata da una forza antica e i cuori spauriti non hanno voce, come in Calabria, come in Basilicata.
Il successo del nord sta anche in questo, vantarsi dell’interesse collettivo, l’abbandono dei paesi divampa anche grazie a questo, all’indifferenza collettiva. Nella città non sei nessuno ma sei un cittadino, nel paese sei qualcuno perché si è in pochi ma resti superfluo per il mondo, per lo Stato, per l’informazione.
Notizia recente: una scossa di magnitudo 4.9 con epicentro a Brescello (RE) e Poviglio (RE) si è manifestata alle 9,10 di oggi, scuotendo gran parte del Nord Italia. Ripeto: scuotendo gran parte del Nord Italia, ed aggiungo, città come Milano, Torino e Verona.
I terremoti fanno quel che gli pare, e manifestano inclinazioni vanesie quando turbano le metropoli, sembrano radere l’erba sotto i piedi a chi si consuma nel rosolo della propria onnipotenza metropolitana. La terra trema, e ne tremano le porzioni a volte più ricche a volte più povere, sembra un urlo improvviso che squassa il circostante e lo affida al vento delle paure che gonfia le vele del lutto, delle volte però resta accovacciato nel suo rifugio, aspettando che lo si dimentichi, ed ulula alla luna con lamenti brevi, intonando la cantilena della terra al fato con uno sciame di piccoli vagiti.
Notizia recente: 24 gennaio 2012 una scossa di magnitudo 2 è stata registrata sul Pollino (catena montuosa tra Calabria e Basilicata) con epicentro Rotonda, in provincia di Potenza, interessando paesi senza volto per molti, come: Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore e Viggianello in provincia di Potenza e Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno in provincia di Cosenza.
Cosa può mai essere un movimento tellurico di magnitudo 2 in Calabria e Basilicata, nei confronti di una scossa di 4.9 nelle CITTA’ del Nord Italia? Una bazzecola ecco cos’è. Alle maggiori menti delle news ed alla politica non conviene perder tempo prima del disastro quando l’opinione pubblica è meno influenzabile o meno sensibile.
Ma cosa può essere un terremoto al Sud (Calabria e Basilicata), senza strade, autostrade e ferrovie? Una Crocefissione (!), un’espiazione gratuita di peccati umanitari, di aiuti negati e di una vigilanza sulle opere messa nelle mani di cittadini terrorizzati piuttosto che protetti e “bonificati”.
Notizia recente: negli ultimi mesi sono state rilevate 500 scosse nella zona del Pollino. Paesi arroccati, borghi medievali senza volto e senza uno specchio che ne rifletta i disagi, i dettagli, le paure.
Vi è sempre un prima e un dopo, un tratto temporale tra l’ antecedente omissione e la posteriore oblianza, con al centro una sopravvivenza ed una morte.
Non crediamo nelle avvisaglie perché scientificamente non ci è permesso. Non possiamo allarmarci perché il panico ci rende deboli e la forza si misura con la paura. Allora cosa fare? Converrebbe, a mio avviso, comunicare la nostra presenza ed il nostro interessamento alla gente che oscilla insieme al sismografo, perché più che perder tutto preoccupa il perder gli altri, preoccupa l’abbandono. Essere piccoli punti scarlatti su una cartina geografica in scala cromatica, con colori d’intensità variabile tra il verde speranza ed il rosso del sangue, non è appagante anzi ti rende sfortunato, precario, “cosa” da evitare. Ma scansare questi tormenti non è prerogativa di chi pretende di produrre informazione, l’informazione si fa perché è la materia prima dei comportamenti umani non è risorsa da trasformare per il marketing mediatico.
Spero di non ritrovarmi nel circolo dei “l’avevo detto” perché la zona del Pollino è anche casa mia, dove conservo gli affetti più cari, sono i monti che con i miei amici da piccoli contemplavamo quando innevati si stagliavano all’orizzonte, alture che sentivo come il confine del mio mondo e che osservavo, in ingenuità bambinesca, precipitare con un tuffo nello Jonio, il nostro mare. Ieri era Il bordo di un mondo oltre il quale non c’era nulla di più interessante, oggi è un mero muro che ci sfibra da una nazione distratta, divisa, incollerita.
Giorgio Aquilino








