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Piccole librerie a rischio chiusura. Una sconfitta italiana. (di Marina Donato)

23 gennaio 2012 19:25 0 comments

Per sognare, non bisogna andare lontano, basta saper scegliere il luogo giusto, quel locus amoenus che ci consente, nonostante le corsa irrefrenabile dei tempi moderni e i tagli netti imposti dalla crisi, di stare al passo con il nostro cervello.

Se come diceva Francis Bacon, “la lettura fa l’uomo completo; il discorrere lo rende preparato e lo scrivere esatto”, l’unico luogo dove l’uomo può sentirsi tale è la Libreria.
Per comprendere però l’essenza di questo luogo, non bisogna fermarsi all’osservazione, ma bisogna essere vivi e partecipi. Questo è il leitmotiv delle cosiddette librerie indipendenti, che oggi sono a mio avviso le più belle, in quanto creano con il lettore un legame particolare, che non è solo intellettuale ma anche affettivo. Queste librerie devono essere considerate  dei luoghi sacri e difesi per la loro funzione di scambio culturale. Il credo di queste librerie è aprire le porte anche e soprattutto alla piccola editoria, che molto spesso viene sopraffatta dalla grande. Insomma, si cerca di tutelare chi ha le capacità ma spesso non i mezzi.

La libreria, quindi, in questo caso non è intesa come luogo “commerciale”, ma bensì come uno spazio culturale dedicato alle parole, alla discussione costruttiva, alle manifestazioni e alla socializzazione.
Un luogo dove chi sogna, riesce ancora a credere nelle forza delle idee.
L’aspetto triste di questa vicenda è che la crisi non ha risparmiato neanche il mondo delle piccole librerie e di conseguenza ne ha frenato la crescita culturale. Troppi dimenticano, o non sanno, che una libreria indipendente in meno è un patrimonio sottratto a tutta la collettività.
Ma perché a pagare deve essere sempre la cultura? Perché a rimetterci sono sempre i luoghi di crescita di una collettività? Perché il nobile quanto coraggioso mestiere del libraio è stato nel tempo divinizzato e definito umanitario ma mai difeso contro la piaga del deserto culturale? Domande senza una risposta, che gridano vendetta soprattutto rispetto ai casi che vengono menzionati di seguito.

Partiamo dall’ Eternauta: gioiellino romano sito in via Gentile da Mogliano, 184.
Già dal nome, che richiama a “El Eternauta”, fumetto di fantascienza disegnato dall’argentino Francisco Solano Lopez, capiamo l’attenzione dedicata a uno dei linguaggi artistici più importanti del nostro secolo.  Più in generale la libreria nasce come proposta culturale dedicata alle piccole e medie case editrici, e propone, come fiore all’occhiello, una vasta sezione dedicata a bambini e ragazzi, di ottima qualità. Ma tutto questo rischia di diventare un inutile fiera delle buone intenzioni perché, notizia di questi giorni, l’Eternauta rischia di chiudere.
In questi giorni, tante sono le dimostrazioni d’affetto dei lettori, che venuti a conoscenza della critica situazione in cui si trova la libreria, hanno aderito alla campagna definibile “Adotta anche tu un libro”. La libreria infatti, per cercare di evitare il fallimento e tamponare le scadenze inderogabili, invita tutti a sentirsi pervasi dal desiderio di spendere almeno 20 euro in libri! Insomma, l’invito da cogliere è quello di fare un investimento per la mente, dunque permanente.

Nel panorama delle librerie indipendenti, possiamo segnalare anche altri due locus amoenus mentali degni di attenzione: “TUBA, la libreria delle donne” sita in via del Pigneto 19 a Roma e “ La libreria ASEQ” sita in via dei Sediari 10, sempre a Roma.

Tuba è un vero è proprio paradiso per le donne, uno spazio tutto al femminile dedicato all’immaginario delle donne, ai loro pensieri, alle loro parole, ai loro corpi e alla loro forza politica.  Ma Tuba non è solo questo, è anche un bazar erotico, dove l’erotismo viene condiviso e diffuso nel nostro vivere quotidiano. È uno spazio gestito da donne e per le donne, aperto a tutte e tutti coloro che vogliono informarsi, crescere e sperimentare.
Infine, ricordiamo La Libreria Aseq. Un vero è proprio luogo di culto esoterico, che non riuscirà a lasciarvi indifferenti per l’immensa bellezza dei suoi scaffali tutti da sfogliare. Aseq è il luogo dove le culture si fondono, dove le pagine profumano e dove non lasciarsi coinvolgere diventa impossibile. Un luogo magico, cordiale, che offre incontri settimanali su vari temi e dove potrete rilassarvi nell’intimità che a volte solo una libreria può offrire.

A difesa di questi luoghi magici, continuiamo a viaggiare culturalmente per  sostenere i nostri sogni. Cercare di difendere questi luoghi, ciascuno nelle proprie possibilità, è un dovere alla quale non ci si può sottrarre. La chiusura di queste e altre librerie, sarebbe una sconfitta, l’ennesima, del mondo culturale italiano.

Marina Donato

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