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Non negazionismo del negazionismo. (di Guido Ingenito)

27 gennaio 2012 15:25 0 comments

Negazionismo è quella tipica pratica un po’ imbecille un po’ idiota attuata al fine di “negare l’esistenza di eventi drammatici” nonostante l’esistenza (scusate la necessaria ripetizione) di prove provate. Esistono negazionisti dei Gulag, del genocidio Armeno, di quello Assiro. Quello più “famoso” però è quello dell’Olocausto. Su quest’ultimo, visto il particolare giorno, butto giù qualche riga. Io non so perché si diventi negazionisti. Forse per qualche trauma infantile pregresso (davvero tragico). Forse per tendenza nazistoidi e anti-semitiche. A volte potrebbe essere una perversa ricerca d’attenzione. Però posso immaginarmi e descrivervi quello che è un negazionista.

Il negazionista dell’Olocausto è il tipico personaggio per cui potrei perdere il mio tradizionale aplomb. Questo strano individuo vive in un mondo tutto suo, a tratti parrebbe provenire da un altro pianeta. Solo che se così fosse le nostre speranze che l’universo sia popolato da altre forme di vita intelligenti andrebbero a farsi fottere.

Nonostante la storia sia chiara e ampiamente testimoniata da foto, video e documenti, il negazionista vive con l’ossessione della “vera prova”, non trovando sufficiente il materiale che ahinoi quei decerebrati dei nazisti hanno lasciato in eredità alle generazioni successive – ricorda il tizio che nella stanza piena di elefanti giura sulla propria madre di essere solo. Ed è proprio questa attitudine falsamente empirica che smaschera il paradosso della sua personale ipocrisia: infatti il negazionista si oppone ad ogni prova giudicandola insufficiente e inventata ad arte offrendo in cambio solo la sua versione, priva di prove (chiedo scusa per il gioco di parole) e testimonianze. Allergico all’informazione, il coglione, si scrive i manuali da solo, crea le proprie fonti e quand’anche fosse necessario (quasi sempre) si preoccupa di reinventare la vera storia in proprio favore. A volte sfrutta delle invisibili e impercettibili ambiguità, molte altre va proprio alla mentula canis (cazzo di cane).

Il negazionista disgusta, oltre l’intelligenza, la storia, fin dal suo semplice studio operato dalle elementari. E non è in grado di esercitare con disinvoltura l’abilità di leggere.Vede, intravede e super vede complotti orditi da ebrei in qualsiasi cosa lo circondi. Dalla morte della sua umanità a ogni colazione fino alla sua persecuzione penale, disposta “ingiustamente” dalle leggi di ogni Stato degno di esserlo.

Potessi fare un paragone lo equivarrei alla tenia, ma nemmeno il povero verme per giunta solitario meriterebbe un tale declassamento.

Tralascio la retorica in favore di un più semplice auspicio. Che non si smetta mai di parlare di quello che accadde durante il nazismo. Campi di concentramento e di sterminio sono esistiti, così come gli oltre cinque milioni di ebrei seviziati e uccisi dalla più folle ideologia mai vista sul nostro pianeta. Io non c’ero, ma è la storia, quella vera, a dimostrarlo.

Che si continui anche a parlare di cos’è il negazionismo dell’Olocausto. A volte vale la stessa legge che vale per la mafia: solo discutendone la si può conoscere e poi combattere. Il silenzio andrebbe solo a loro vantaggio.

“Viva” il 27 gennaio, quindi, che però son dell’opinione debba ripetersi più volte all’anno, così che non si scordi mai che l’uomo a volte sbaglia (in modo atroce) e solo sapendolo e prendendo quindi coscienza dell’orrore si possa e si riesca a collaborare e costruire un mondo migliore. Dove non ci sarà spazio per negazionisti e associati.

Guido Ingenito

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