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Neil Harbisson: l’artista cyborg. (di Marianna Matricardi)

9 marzo 2012 16:32 0 comments

È la favola in bianco e nero di un ragazzo che ascolta i colori. È la storia di una vita fatta esclusivamente di scala di grigi e la volontà indissolubile di volerla dipingere con le tinte più accese.
Neil Harbisson è affetto dalla nascita da acromatopsia, una patologia della vista piuttosto rara che comporta l’incapacità totale di percepire qualunque colore.

Ma Neil Harbisson è anche uno di quegli esempi di tenacia che lo porta ad iscriversi a 16 anni alla scuola d’arte dell’Istitut Alexandre Satorras di Matarò per vivere di ciò che lui non può vedere.
Il sogno di entrare nel mondo dove i colori sono il re e la regina e lo stesso sogno che si spezza quando un obbligo dall’alto gli vieta di usarli; potrà dipingere solo in bianco e nero.

“Spiegai al mio tutore che potevo vedere solo in bianco e nero, e la prima cosa che mi disse fu: “che diavolo ci fai qui, allora?”. Gli ho risposto che volevo capire cosa fosse un colore.”

Neil ha però un progetto da realizzare e la caparbietà di voler capire cosa si nasconde nei colori che lui ignora. Pochi anni dopo e la svolta gira dirompente l’angolo della speranza.
L’incontro con Adam Montadon durante un corso di cybernetica all’università. L’incontro della vita. È lui infatti che inventa appositamente per Neil uno strumento formato da una webcam, un computer e un paio di cuffie e un software in grado di tradurre ogni colore davanti a lui in un suono: l’eyeborg.
Il blu è il do, il viola il re, il rosa il mi, il rosso il fa, il giallo il sol, il verde il la, l’azzurro il si, colore intermedio, nota intermedia. Il sogno ha preso forma e colore e l’inizio della percezione “sonocromatica” del mondo è già in atto.

Da quel giorno Neil Harbisson diventa il ragazzo che sente i colori, un’etichetta che fortunatamente non oscura le sue concrete capacità di artista eclettico e ritrattista di nicchia. “Mi avvicino al volto di chi voglio ritrarre e ascolto i suoni che provengono dalla sua pelle, dai suoi occhi e dalle sue labbra e quindi creo un accordo specifico che rappresenta il volto”.

Nel 2010 Harbisson crea la Cyborg Foundation, organizzazione internazionale volta al riconoscimento della condizione di cyborg. “La telecamera è come un antenna che esce dalla mia testa e mi arriva in faccia. Dietro la testa ho un chip che trasforma i colori in onde sonore. Non sento con le orecchie, ma con le ossa. All’inizio avevo un forte mal di testa a causa del suono, ma dopo cinque settimane sono riuscito ad adeguarmi. È cambiato anche il modo in cui percepisco l’arte. Ora ho un mio mondo fatto di colori e suoni che per me sono la stessa cosa. I miei sono ritratti sonori”

Dopo molte richieste, il governo britannico ha ufficialmente riconosciuto la sua condizione di cyborg, questo significa che l’eyeborg è definito parte integrante del corpo di Neil e che può apparire nelle fotografie dei documenti ufficiali.

Marianna Matricardi

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