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Occupy the sky…Macao! (Marina Donato)

21 maggio 2012 15:46 0 comments

“Si potrebbe pensare anche di volare”: così esplode Macao, così la voglia repressa di libertà occupa i cieli della grigia Milano.

Una scelta coraggiosa dunque, ma soprattutto significativa. Una scelta che si contrappone al piattume culturale che ci circonda, alle istituzioni che non ci ascoltano, ma soprattutto una scelta che rivendica il diritto di credere ancora in un futuro, un futuro che ogni giorno vediamo sempre più lontano.
Se vivere significa quotidianità, perché l’incertezza di ogni singolo giorno dovrebbe essere ancor di più appesantita dall’assenza di certezza nei diritti?

Macao, dunque, si lancia alla conquista di uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell’arte alternativa a quella pienamente finanziata, ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un’attività operosa.

Ma questo era solo l’inizio: ad oggi Macao è vita: è un continuo divenire di lavoratori e lavoratrici della conoscenza, quella stessa forma di “lavoro” da molti declassata e non considerata tale, quella stessa conoscenza, che con esuberanza, grinta ed entusiasmo sta facendo considerare l’arte ed ogni sua manifestazione, sempre di più un fenomeno, soprattutto in relazione alla crisi socio-politica che ci investe. Ciò che forse risalta agli occhi solo adesso, è che l’arte, intesa come conoscenza, e con essa  i suoi operatori, non sono un fenomeno attuale, ma un fenomeno radicato nel tempo, ai quali va forse riconosciuto il merito di essere stati operatori che non hanno fermato il proprio sapere ma che nonostante tutto sono riusciti ad evolversi adattandosi alle esigenze temporali, anche quando non c’era nulla che consentisse loro di essere considerati un fenomeno: il loro sapere non s’arrestava!

E nonostante la “Torre dell’arte” sia stata fatta sgomberare, Macao continua a reagire con la grinta di tutti quei giovani e meno giovani che credono e vogliono riappropriarsi di tutti quegli spazi che devono ri-diventare laboratori attivi di cultura e arte.

Tutto questo perché la cultura non pensa di volare, ma può volare.

Marina Donato

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