#save194. E fuori dalle palle gli obiettori. (Guido Ingenito)
Dato che i nostri giornali son troppo occupati a parlare di maturità, G20, europei di calcio, Monti e Mubarak, vi ricordo con semplicità che oggi la Consulta si esprimerà sulla legge 194.
Tanto per capirci: io della magistratura, al contrario dei falsi innocenti che popolano le nostre istituzioni, non ho paura. Il potere giudiziario ha finora dimostrato di sapere contenere e a volte respingere gli straripanti cugini esecutivo e legislativo.
Ciò che mi terrorizza è sapere che nel 2012 (alle spalle abbiamo migliaia di anni di evoluzione) ci sono persone che credono di vivere nel medioevo e che pensano di poter scegliere per le altre. Abbiamo quindi politici che si arrogano il diritto di voler negare il diritto di scegliere, capi religiosi (chiamiamoli per quello che sono) che dal famelico Paese del Vaticano continuano a farsi i cazzi nostri in barba a Costituzione a regole di buon vicinato, e, soprattutto, gli obiettori di coscienza. Questi ultimi, per me, i peggiori, perché hanno la fortuna sfacciata di poter scavalcare un vero e proprio corto circuito etico-normativo all’italiana: facendo leva sulle proprie convinzioni religiose hanno il diritto di non applicare la legge.
“Fanculo quindi se l’aborto è consentito: c’è un uomo invisibile che mi dice che se lo facessi andrei all’inferno. Vai in un altro ospedale”. Pazienza se la ragazza ha 18 anni. Pazienza…no, mi fermo. Qui non c’entrano dati e caratteristiche.
Qui c’entra solo la legge. Nata 34 anni fa, la 194 è LEGGE.
Se io lavoro e ti nego un diritto, trasgredisco la legge, per cui ne pago le conseguenze. Chi cazzo se ne frega se credo in Dio o negli alieni?
E il nostro è un cazzo di Paese laico, porco cane.
Salviamo la 194, quindi. Ma salviamoci dagli obiettori. Riapriamo il dibattito sul loro falso diritto paraculo di negarti il diritto di scegliere.
#save194
Voster Guido Ingenito
@guidoingenito









13:29
io penso che quando si affrontano temi come questi bisogna sgombrare il campo da furori ideologici, perché si sta parlando della vita e della sofferenza delle persone.
detto questo ritengo che la 194 sia una buona legge, anche alla luce del contesto storico che l’ha prodotta (e considerato che oggi, a 30 anni e più di distanza, in una società profondamente cambiata, non si riesce a legiferare con uguale lucidità sul fine vita o sui diritti delle coppie di fatto).
essa è riuscita in alcuni obiettivi fondamentali: ridurre il numero degli aborti (stime ufficiali non ce ne sono, ma si parla di centinaia di migliaia di aborti clandestini annui nel nostro paese prima della 194).
far sì che quando questi siano praticati non sia messa in pericolo la salute e la vita della donna (quante morti per aborti clandestini! quante e quali macabre procedure venivano messe in atto per procurare l’interruzione di gravidanza!).
e soprattutto che l’aborto, quando avviene, sia l’ultimo atto di un percorso in cui la donna è informata dei suoi diritti, dei servizi messi a disposizione dallo Stato anche tesi a rimuovere le cause stesse che possono portare alla decisione di interrompere la gravidanza.
ora, e vengo alla questione dell’obiezione di coscienza, secondo una frase abusata “la libertà delle persone finisce dove si intacca la libertà altrui”. penso che in questo caso valga lo stesso principio: ci sono motivazioni che possono portare all’aborto, che, condivise o meno, vanno rispettate. ci sono valori, che trovano il loro fondamento in una fede religiosa o al di fuori di essa, che possono portare un medico ad essere obiettore e meritano uguale rispetto.
17:52
trovo le parole di lucandian molto efficaci
“Per carita’, massimo rispetto… ma che lavorino in strutture cattoliche presso cui non ci si reca se si vuole abortire. Non e’ un discorso ideologico ma logico: non mi risulta che gli obiettori di coscienza vengano mandati in Afghanistan e percepiscano la stessa paga di un soldato in missione.”
il mio pensiero è proprio questo: perché rispettare la fede religiosa e non la legge? da quando, in uno stato laico, è possibile ribaltare questa in teoria laica gerarchia? per costituzione è rispettato il credo, ma per legge vanno tutelate la salute e i diritti della donna.
è ora quindi di instaurare un nuovo dialogo, così da non permettere tale corto circuito e non obbligare ragazze e donne di girare 34 ospedali e simili perché non trovano un cristiano che le somministri la pillola del giorno dopo.
siamo in Italia, nel 2012. il medioevo può attendere.
16:58
Per carita’, massimo rispetto… ma che lavorino in strutture cattoliche presso cui non ci si reca se si vuole abortire. Non e’ un discorso ideologico ma logico: non mi risulta che gli obiettori di coscienza vengano mandati in Afghanistan e percepiscano la stessa paga di un soldato in missione.
17:07
Questo almeno per opportunita’. Immaginiamo la scena:
- Ci stanno sparando addosso! Aprite il fu…
- No.
- Eh?
- Non sparo.
- COME NON SPARI?! E QUEL FUCILE CHE HAI LI’?
- Eh, me l’hanno dato… Che facevo, lo rifiutavo?
- MA ALLORA CHE CA**O CI FAI IN UN CAMPO DI BATTAGLIA??!!?
- MA COME? LEI NON RISPETTA LA MIA POSIZIONE?!! SOLO PERCHE’ SONO OBIETTORE, NON POSSO ENTRARE IN UN CAMPO DI BATTAGLIA?!!
(e intanto in sottofondo: banga bang, ratatatatat, e via dicendo)
Naturalmente paragonare l’attivita’ ospedaliera a quella militare e’ una esagerazione: sta di fatto che tra i doveri di un medico in una determinata struttura c’e’ anche assistere un paziente che vuole avere un aborto, e se si rifiuta 1-viene meno a parte dei suoi doveri, 2-viene pagato per qualcosa che non vsolge completamente. Insomma, li’ non ci deve stare.
17:19
Lucandian, il concetto che hai espresso è molto chiaro e mi trova sostanzialmente d’accordo. E’ una questione di doveri e diritti che vanno rispettati. Ma la cosa che più andava tutelata nella 194 era il principio di laicità e civiltà contenute dalla legge. Purtroppo l’obiezione di coscienza esiste ed è prevista per legge. Quello che va fatto, obiettori o meno, è semplicemente applicare la legge, cosa spesso disattesa.
News: Pochi minuti fa la consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso.
17:26
Grazie per la splendida notizia, Pasquale!
Sul principio di laicita’ e civilta’ sono assolutamente d’accordo: ritengo altrettanto importante non confondere laicita’ e antireligiosita’, bensi’ permettere la giusta espressione delle proprie posizioni personali senza ledere diritti e dignita’ degli altri. Spero che la decisione della consulta contribuisca a porre le basi per un dialogo degno di questo nome, anziche’ venire semplicemente vista dagli antiabortisti come una sconfitta… in attesa della prossima battaglia.
17:41
L’ho letta proprio mentre ti rispondevo. Giusto il richiamo a non confondere laicità e antireligiosità, ma ogni stato di diritto che si rispetti deve tutelare i diritti, tutti i diritti, dell’uomo a prescindere da qualsiasi condizionamento religioso o di altra natura. Rimango convinto che stato e religione sono due sfere separate che hanno diversi compiti; molti problemi sono nati proprio perché le due sfere spesso si sono confuse e incrociate dando vita a grandi pasticci. Comunque hai ragione, vanno poste le basi per un dialogo sereno e non pregiudiziale, anche se la vedo dura. Buona giornata
18:11
per me esiste il diritto delle madri ad una maternità libera, voluta, consapevole. ma al tempo stesso esiste il diritto del medico all’obiezione quando questa si basa su una coscienza informata da valori religiosi (ma non per forza tali) o laici. entrambi i diritti sono tutelati dal legislatore, e su questo equilibrio si basa la 194.
non esiste il dovere del medico (come persona e come professionista) a praticare aborti quando richiesto dalla paziente.
semmai, non confondiamo gli ambiti, esiste il dovere delle unità sanitarie (in quanto istituzioni) a garantire la presenza di strutture in cui sia possibile praticare l’aborto in un certo ambito territoriale.
18:30
e poi, permettimi, non è che sparare sta a fare il militare, come praticare aborti sta a fare il medico.
il medico obiettore non è un fuori-legge, anzi si avvale di un diritto garantito dalla legge, così come l’aborto è un diritto riconosciuto dalla legge, a patto che siano rispettate certe condizioni.
in italia il numero delle IVG si aggira sui centomila all’anno, vorrà dire che di medici non-obiettori ce ne sono ancora abbastanza in giro.
19:19
Articolo 4
Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell’articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405, o a una struttura sociosanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia.
E’ quasi tutto qui. La donna ha il diritto di scegliere, dopo una specifica procedura sancita dalla legge, se interrompere la gravidanza o no. Punto. La sentenza era importante perché il punto sollevato dal giudice era proprio il profilo di incostituzionalità dell’articolo 4. In questo senso l’aver salvato l’impianto della legge è una cosa (mio giudizio personale) molto positiva.
Per quanto riguarda il diritto del medico a chiamare in causa l’obiezione di coscienza, è vero, è un suo diritto e ne ha piena facoltà ma se pensiamo che in Italia sono obiettori la stragrandissima maggioranza di medici (ginecologi nello specifico), le strutture sanitarie attrezzate a questo tipo di intervento sono poche e infine la lentezza con cui le procedure vengono messe in pratica, è facile dedurre che, come spesso accade, la legge viene mortificata dalla situazione reale.
Ad ogni modo, essendo i casi di aborto non certo in quantità tale da non poter essere controllati, basterebbe semplicemente applicare alla lettera la legge, chiedere alle strutture e ai medici di fare altrettanto e non costringere ad estenuanti giri ospedalieri le donne decise a scegliere sul loro concepimento. Il rispetto della legge, semplicemente. Ad oggi, credo sia meglio accontentarsi, perché temo che meglio di così questa legge non potrà diventare. Ricordo solo che il numero di medici italiani che sono obiettori ha percentuali bulgare. Tra i motivi ce ne stanno tanti e di molto delicati che entrano nella sfera del personale che non voglio giudicare ma è altrettanto evidente che tra i vari motivi c’è sicuramente una fortissima influenza della morale cattolica, ma questa è tutta un’altra storia.