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Le risposte di Dardano Sacchetti: “Cinecittà è un cimitero e i critici non servono a nulla…”

21 luglio 2012 12:26 0 comments

Continua l’appuntamento con la rubrica di posta diretta, L’arca di Babele, curata da Dardano Sacchetti. Nuove domande dei lettori e nuove risposte del grande sceneggiatore italiano. Buona lettura (Staff Selacapo.net)

1) Cosa ne pensa di quello che vogliono fare a Cinecittà? Smantellarla per farci un parco a tema. Praticamente cancellare una fetta di storia del cinema italiano per una colata di cemento. Le sembra normale? Simone

Cinecittà è un grande cimitero in disarmo profanato dalla tv, a questo punto se la utilizzano per far soldi va bene, tanto nessuno la usa più per girare e le “mitiche” maestranze non sono più quelle di una volta.

2) Salve Dardano, che rapporto ha con i critici cinematografici? Pensa che svolgano un ruolo utile nel mondo del cinema? Raffaele

Non ho rapporti di alcun genere con i critici. In Italia non servono, all’estero qualcuno è di qualche utilità e sicuramente sono più preparati.

3) Quali sono i suoi gusti cinematografici? Qual è il film, visto ultimamente, che le è piaciuto particolarmente? Grazie, Michele

I miei sono gusti noiosi, Bunuel, Antonioni Bergman, Resnais e ultimamente mi sono piaciuti un paio di film di Eastwood, come Gran Torino.

4) Ciao Dardano, le volevo chiedere una cosa forse scontata e retorica, ma secondo lei come sta davvero il cinema italiano? E’ in crisi o è solo autolesionismo nostrano? Silvia

Per rispondere bisognerebbe capire cosa si intende per cinema italiano; se l’intero complesso della produzione (quella che va dai cinepanettoni ai Sorrentino mettendoci in mezzo proprio tutto) oppure solo quella degli autori, dei cosiddetti giovani autori che poi sono tutti sulla cinquantina. Ecco, questo cinema è un morto che cammina nonostante lo sforzo della stampa e della critica amica, l’altro è in stato comatoso ma ancora respira.

6) Il grande sceneggiatore Cesare Zavattini, sosteneva che per capire un paese e poterlo raccontare bisognava andare nei tram ad ascoltare la gente comune. Oggi nella maggior parte dei film italiani si racconta un’Italia che non esiste. A cosa è dovuto questo deficit nel ruolo degli sceneggiatori secondo lei? Grazie per la risposta. Walter 

Oggi dovresti andare in giro in motorino o minicar perché sui tram non ci va più nessuno. La miopia degli autori “sociali” che pensano che una ideologia spieghi il mondo in ogni momento è sesquipedale…i film di oggi non hanno storie perché sono film solo di registi che, ammesso e non concesso che sappiamo girare, sicuramente non sanno ideare e sviluppare una storia ma per questioni di bassa invidia e vanagloria, oggi i registi si scrivono i film da soli e con l’aiuto di gregari capaci sono di dire sempre sì.

 

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