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Jeremy Lin e il sogno americano (Pasquale Restaino)

18 febbraio 2012 15:52 0 comments

Negli Stati Uniti da qualche giorno non si parla d’altro: la favola del giocatore di basket Jeremy Lin. Per chi mastica poco il mondo della pallacanestro americana quel nome orientale non dice molto, eppure in tv come sui giornali (anche italiani) la parabola umana e sportiva di questo giovane ragazzo di origine taiwanesi, laureato ad Harvard, sta spopolando.

Facciamo un passo indietro. Lin è un giocatore di basket, ha 23 anni e milita nella squadra dei New York Knicks. Fino alla notte del 6 febbraio scorso era praticamente uno sconosciuto, acquistato dalla squadra della grande mela senza troppe pretese, un contratto non garantito per il futuro e passava la maggior parte delle partite a scaldare la panchina. Poi qualcosa cambia all’improvviso, come nelle migliori favole. A causa degli infortuni occorsi ad alcuni giocatori della squadra, quasi disperatamente viene buttato nella mischia…da quel momento sarà una cavalcata strepitosa, fatta di record, grandi prestazioni e giocate che mandano in delirio il pubblico newyorchese e non.

Ma bastano un paio di grandi prestazioni a mandare in delirio un’intera città, una tifoseria e i media americani? Sì! La storia dello sport americano insegna che sono le storie impossibili ad emozionare e coinvolgere. Dategli un giocatore laureato ad Harvard, senza una casa (dormiva sul divano a casa del fratello), di origine asiatiche e con il numero 17 stampato sulla maglia e in America diventi un semi Dio, di cui i giornali parlano fino all’ossessione. Quando mi riferisco ad ossessione e delirio non sono volutamente esagerato, sottolineo solo un dato di fatto. La maglia numero 17 è la più venduta della settimana, e pensare che nemmeno erano state stampate; ad ogni sua giocata i fan perdono il senno; Time gli ha dedicato la copertina; le comunità asiatiche lo hanno eletto paladino dell’integrazione culturale e addirittura il presidente Barack Obama ha parlato di lui. Insomma, roba da stracciarsi le vesti.

A questo punto va fatta una considerazione sul futuro sportivo di Lin. I media, in particolare quelli americani, sono noti per la facilità con cui portano le celebrità alle stelle ma altrettanto facilmente le rimandano nell’oblio. In questa settimana hanno trovato la storia americana di cui parlare, ma durerà solo fino a quando non ne arriverà una nuova a sostituirla. Fra qualche giorno l’entusiasmo andrà scemando e Jeremy Lin si troverà come un normalissimo giocatore di basket che dovrà dimostrare il suo valore sul lungo periodo. Perché a parte tutto, se vuoi avere un posto nel basket che conta devi fare ben altro rispetto alle sei ottime partite disputate finora. Ce la farà? Ha talento? Ѐ solo un fuoco di paglia? Al momento non importa. Importa solo il sogno americano che questo giovane asiatico sta alimentando con tanta passione. Quel sogno americano che ha fatto tante vittime e dal quale difendersi è compito molto arduo.

Scopriremo solo tra qualche settimana, o forse tra qualche mese, come andrà a finire questo film. Per adesso va sottolineato il profilo basso tenuto dal giocatore, l’umiltà e le continue autocritiche che fa del proprio gioco e dei suoi errori. La speranza è che sappia mantenere questo atteggiamento, perché se invece tutto questo fa parte del personaggio che recita secondo un copione scelto da qualcuno,  allora sarà per lui molto complicato avere un futuro nella Nba. Staremo a vedere. Intanto godiamoci la Linsanity!

Pasquale Restaino


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