x

Diventa Fan!

Suggerisci selacapo.net ai tuoi amici!

Ti Piace?

Dal badminton a Rivaldo. (di Guido Ingenito)

1 agosto 2012 21:45 0 comments

Viva lo spirito olimpico. Viva la sportività. E chi si sottrae a questi valori necessari è pregato di essere espulso. Non si guarda in faccia a nessuno.
Giusto. Yu Yang e Wang Xiaoli, Jung Kyung-eung e Kim Ha-na, Ha Jung-eun e Kim Min-jung, Meiliana Jauhari e Greysia Polii. Queste otto giocatrici di badminton sono state squalificate (con lode) da Londra 2012 perché scoperte a giocare a perdere durante le loro partite. Tattica rovinosa e ridicola che nelle loro teste le avrebbe portate ad affrontare una fase eliminatoria successiva “più morbida”.
Insomma, una versione mal cotta del ben (mal) noto “biscotto” che molto spesso sentiamo dire quando c’è il dubbio di combine silenziose nel calcio.
Già. Il calcio.

Lo sport dove maggiormente si cerca di aggirare le regole. Con allegria. Una disciplina i cui attuali interpreti si divertono a infangare con tuffi, proteste ignobili e simulazioni di ogni sorta, dal fallo subito su una caviglia che diventa quasi un’esecuzione ricevuta da un plotone militare alla carezza un po’ goliardica (non stiamo mica ballando il Lago dei Cigni, no?) che si trasforma in un diretto ricevuto da Mike Tyson.
Abbiamo quindi il CIO (il comitato olimpico) che, giustamente, squalifica degli atleti il cui comportamento “non è stato consono all’obbligo di dare il meglio di se stessi, una condotta chiaramente abusiva e lesiva della dignità del proprio sport”. Atleti di badminton.
Dall’altra parte abbiamo degli organi (largo spazio alle battutacce), dalla FIFA in giù, che più che tirare le orecchie “proprio oltre non si può”. E nel calcio ne vediamo davvero di tutti i colori.
Ricordo un Cristiano Ronaldo attorcigliarsi come un pupo dopo una pacca sul petto ricevuta da Abate (comunque e certamente non un bel gesto). L’asso del Real Madrid si arrotolò per quasi un minuto emulando uno schiaffone preso in pieno volto da Bud Spencer. Per fortuna l’arbitro non ci cascò. Ma Mister Fenomeno Però Piangina se la cavò senza nemmeno una multa.

Gli interisti ricorderanno anche la sceneggiata di Busquets durante la semifinale contro il Barcelona nella storica stagione del triplete. Il catalano venne sì colpito da Thiago Motta, ma quel corpo rantolante con le mani sul viso che all’improvviso si mossero così che gli occhi riuscissero a scorgere se il tranello fosse riuscito o meno se lo ricordano in milioni di tifosi. Tranne la UEFA. E Thiago Motta che venne espulso e non potè giocare una delle partite sacre per un calciatore: la finale di Champions League.
E come non ricordare la figura di merda con la F maiuscola? Squillino le trombe per la FIFA. Mondiali in Giappone e Corea nel 2002, 3 giugno, partita di qualificazione tra Brasile (stra favorito e super seguito) e Turchia. Rivaldo (all’epoca stella al pari di Ronaldo) si appresta a battere il calcio d’angolo. Hakan Unsal gli serve il pallone in un modo un po’ aggressivo: pallonata sullo stinco. Ed ecco il dramma da consegnare alla leggenda. Rivaldo, ricevuto il colpo, quasi sviene (ci mette comunque un secondo buono, giusto per evidenziarne l’intenzionalità) portandosi le mani al volto. Risultato: Hakan Unsal espulso. Ma quella sceneggiata la videro decine di milioni di spettatori. Avvenne in diretta. E se la terna arbitrale (ignobile, come la maggior parte di quel mondiale costruito col solo scopo di mantenere gli stadi i più pieni possibile) non se ne accorse per ovvie incompetenze (successe sotto gli occhi del guardalinee!) la FIFA completò il capolavoro comminando una multa al numero dieci brasiliano. E basta. Una cosa come settemila dollari. Niente squalifica. E ripeto: settemila dollari di multa a uno dei giocatori più pagati dell’universo, inferno e paradiso compreso. Perdonato per garantire l’audience. Non esiste altro vero motivo.

E su Youtube il campionario di comportamento infami nel calcio è vasto quanto internet stesso.
Se solo le istituzioni calcistiche mondiali e nazionali avessero un millesimo del buon senso che sarebbe consono portare, conservare e trasmettere, oggi avremmo un calcio meno da bar e più da sport.

Voster Guido Ingenito
@guidoingenito

 

Related Posts with Thumbnails

Leave a Reply


Subscribe without commenting